Ponza, maxi sequestro di hashish: 40 chili trovati in una grotta sommersa

La Guardia di Finanza ha scoperto 40 chili di hashish nascosti in una grotta accessibile solo a nuoto nella zona di Chiaia di Luna a Ponza.
Il colpo della Guardia di Finanza a Ponza
Un'operazione mirata condotta dagli ufficiali della Guardia di Finanza ha portato alla luce un imponente carico di stupefacenti nell'isola di Ponza. Durante le attività di monitoraggio e controllo del territorio, gli agenti hanno individuato un deposito clandestino di droga situato in una zona particolarmente impervia e difficile da raggiungere per chiunque non sia esperto di navigazione o nuoto.
Il sequestro ha riguardato complessivamente 330 panetti di hashish, un quantitativo estremamente significativo che testimonia la complessità delle rotte utilizzate per il traffico illecito di sostanze stupefacenti nell'area dell'arcipelago pontino. La natura stessa del luogo di occultamento, una cavità sommersa, suggerisce una pianificazione accurata da parte dei trafficanti, che hanno scelto un nascondiglio naturale protetto dalle acque per evitare i controlli costieri standard.
Dettagli sul ritrovamento e valore del carico
Il recupero della droga è avvenuto in corrispondenza della celebre zona di Chiaia di Luna, un'area marina caratterizzata da formazioni rocciose e grotte che, se da un lato attraggono i turisti, dall'altro offrono rifugio ideale per attività criminali meno visibili. La difficoltà tecnica dell'intervento ha richiesto una gestione attenta da parte delle forze dell'ordine, data la natura sommersa del deposito.
- Sostanza sequestrata: 330 panetti di hashish
- Peso totale: circa 40 chilogrammi
- Valore stimato: oltre 500.000 euro
- Località: Chiaia di Luna, Ponza
Secondo le prime stime effettuate dalle autorità, il valore di mercato del carico sequestrato supera la soglia dei 500mila euro. Questo maxi sequestro rappresenta un duro colpo alle organizzazioni che tentano di sfruttare le insenature naturali delle isole per lo stoccaggio di merci illegali.
Proseguono le indagini
Le autorità hanno avviato le procedure per l'analisi approfondita del materiale rinvenuto e per l'identificazione dei responsabili del traffico. L'indagine si concentrerà ora sulla ricostruzione della catena di approvvigionamento e sulla ricerca di eventuali complici che potrebbero aver utilizzato la grotta come punto di transito o di deposito temporaneo prima della distribuzione finale sul continente o nelle isole limitrofe.





